Amplify
Enjoy the conversation.
Amplify is a place to talk about what's going on.
It's as simple as that.
   

Claudio Varricchio | My Amplify

Il 50% degli investimenti marketing non raggiungono gli obiettivi prefissati.

ReAmplify'd post by Claudio Varricchio   (Original post by Claudio Varricchio)

Prima del nuovo millennio la pubblicità e il marketing erano più arte che scienza, oggi, non è più così.

Amplifyd from www.casaleggio.it
Actionable Web Analytics

Actionable Web Analytics

Using data to Make Smart Business Decisions

Autore: Jason Burby & Shane Atchinson

Prefazione

Il 50% degli investimenti marketing non raggiungono gli obiettivi prefissati.

Prima del nuovo millennio la pubblicità e il marketing erano più arte che scienza, più immaginazione che informazione, più tentativi che approcci strutturati.

Oggi, con la risposta diretta degli utenti, il feedback immediato e gli strumenti della Rete, non è più così.

Qusto libro evidenzia, attraverso analisi e casi concreti, la valenza della prima legge delle metriche web: "Ad ogni azione corrisponde un'opportunità per una reazione intelligente".

Gli uomini di marketing non pensano come i loro clienti e che non possono più valutare una campagna marketing in base alle loro sensazioni, perchè non sono il target.

Quello che si deve fare è egeguire test, misurare i risultati e "aggiustare continuamente il tiro" delle strategie.

Il Web è il luogo ideale per fare queste sperimentazioni.

Read more at www.casaleggio.it
 

AppMakr - Create and Publish your own iPhone App

Appmakr is a browser-based platform designed to make creating your own iPhone app quick and easy. Using existing content and social networking feeds, AppMakr is a user-friendly system allowing for the creation of native iPhone applications. info: www.webmediacenter.net

Amplifyd from www.tuaw.com
enberg: "The Read more at www.tuaw.com
Amplifyd from www.appmakr.com
iPhone App Maker
Once Registered, You'll Be Able To:Read more at www.appmakr.com
 

Google Refine

Si chiama Google Refine l’ultima perla di Big G. Uno strumento utile per lavorare con i dati e “pulirli”.

Amplifyd from www.webmediacenter.net

Si chiama Google Refine l’ultima perla di Big G. Uno strumento utile per lavorare con i dati e “pulirli”. Così Google apre i suoi orizzonti andando oltre i semplici (se semplici si possono definire) servizi per il web. Google Refine è un tool per lavorare alle banche dati e semplificarle, perchè si sa che semplificare il lavoro degli utenti è quello che Google solitamente fa, offrendo strumenti SEO e risultati di ricerca a doc.

Infatti dopo l’acquisizione di Metaweb, avvenuta lo scorso Luglio, Google ha inglobato anche Freebase Gridworks, un progetto open source per l’elaborazione di data set.

Ma cos’è esattamente Google Refine? Uno strumento creato per chi lavora con grossi quantitativi di dati, permette di eliminare le incongruenze che possono insorgere nella conversione da un formato ad un’altro e nella gestione delle informazioni provenienti da web services.

Read more at www.webmediacenter.net
 

Google Goggles

Google Googles, una piccola rivoluzione portata da Google sui sistemi Android. Si tratta di un'applicazione che consentirà di "tradurre" le fotografie scattate con il dispositivo mobile in ricerche sul web o informazioni utili (come contatti, etc.etc.). www.webmediacenter.net

L’inarrestabile crescita del Mobile (infografiche, report, video)

Negli ultimi tempi non si fa altro che parlare del Mobile e della sua inarrestabile crescita. Anche all’ultimo IAB, a cui abbiamo partecipato, le luci della ribalta erano proiettate tutte sui dispositivi.

Amplifyd from www.d4bmarketing.it
L’inarrestabile crescita del Mobile (infografiche, report, video)
Negli ultimi tempi non si fa altro che parlare del Mobile e della sua inarrestabile crescita. Anche all’ultimo IAB, a cui abbiamo partecipato, le luci della ribalta erano proiettate tutte sui dispositivi portatili e sulle loro potenzialità in chiave business.
See more at www.d4bmarketing.it
 

Scarica la Media Monthly Report - Ottobre 2010 di Nielsen Italia

Ad agosto continua a crescere il mercato pubblicitario trainato da Tv, radio e internet. I dati macroeconomici sono invece poco entusiasmanti. I consumi rimangono deboli e l'indice di fiducia delle imprese è in calo. Segnali positivi invece da export, inflazione e fiducia dei consumatori. In aumento gli ascolti televisivi e gli utenti attivi su internet. www.webmediacenter.net. Claudio Varricchio.

Amplifyd from www.webmediacenter.net

Media Monthly Report - Ottobre 2010

Ad agosto continua a crescere il mercato pubblicitario trainato da Tv, radio e internet. I dati macroeconomici sono invece poco entusiasmanti. I consumi rimangono deboli e l'indice di fiducia delle imprese è in calo. Segnali positivi invece da export, inflazione e fiducia dei consumatori. In aumento gli ascolti televisivi e gli utenti attivi su internet.

Audience Internet
Nel mese di luglio 2010 sono 23,8 milioni gli italiani online, con un incremento del 10% rispetto allo stesso mese del 2009. Questi utenti che accedono ad internet almeno una volta nel mese rappresentano il 43,6% della popolazione italiana con più di 2 anni. Gli utenti attivi nel giorno medio sono 10,8 milioni di individui, che navigano in media per 1 ora e 28 minuti al giorno, consultando 166 pagine. Anche l'utente medio giornaliero registra una crescita su base annua (il 4%), mentre si riducono lievemente i consumi giornalieri del mezzo.Read more at www.webmediacenter.net
 

Web 2.0, «strumento per tagliare i costi»

L'innovazione nella gestione delle informazioni delle aziende è un risparmio e non un costo.

Amplifyd from www.webmediacenter.net
infos
Mercoledì 27 Ottobre 2010 16:49 Scritto da Claudio Varricchio

Web 2.0, «strumento per tagliare i costi»

LA LEZIONE.A Economia l'approfondimento su tecnologia e imprese

Martire: «La condivisione delle informazioni genera vantaggi economici sull'organizzazione»

L'innovazione nella gestione delle informazioni delle aziende è un risparmio e non un costo. Lo ha sostenuto nel 2009 un intervento dell'Enterprise 2.0 Conference, la conferenza organizzata dal colosso dell'information tecnology Idc. In quell'occasione fu sottolineato come investire nell'organizzazione del sapere all'interno delle aziende comporterebbe un risparmio di 5.7 milioni di dollari per mille persone ogni anno. La soluzione per abbattere il costo sarebbe quella di eliminare i canali tradizionali di circolazione delle informazioni all'interno delle aziende. Via quindi «post-it», fax e biglietti scritti tra colleghi che rappresenterebbero la vera causa di dispersione delle conoscenze e rallentamento della comunicazione.

Il concetto è stato ribadito ieri da Fabrizio Martire, responsabile di Enterprise 2.0 per la bresciana Project Group, in un seminario alla facoltà di Economia dell'Università Degli Studi di Brescia. La soluzione ai problemi di comunicazione delle aziende sarebbe appunto l'Enterprise 2.0. Ovvero un'organizzazione della circolazione del sapere tra colleghi e superiori gestita dai principali strumenti del web 2.0. Social network quindi, ma anche blog e Wiki. «Strumenti come le Wiki permettono di unire conoscenze che prima erano divise tra persone diverse all'interno dell'azienda e rendere possibile a tutti la fruizione della totalità dei contenuti». Questi sistemi permetterebbero anche di sopperire al meglio agli avvicendamenti tra i manager. «Chi è d

a più anni in un'azienda ha conoscenza di un'alta percentuale di dati, in certi casi del cento per cento - prosegue -. Nel momento in cui però questo deve essere sostuito una parte delle conoscenze va inevitabilmente persa. Con questo nuovo tipo di integrazione supportata dalla tecnologia il patrimonio di informazioni rimane invece intatto in ogni momento della vita aziendale. E non servono nemmeno grossi sforzi tecnologici per le aziende, che si possono appoggiare a servizi economici ed efficenti. I dati si possono archiviare semplicemente utilizzando le cloud, che si appoggiano ai grandi server come ad esempio Google e sono affidabili per privacy e resistenza». Ma il web 2.0 potrebbe aiutare le aziende anche a migliorare i propri servizi. E' il caso ad esempio di colossi come Adidas o Mulino Bianco, che tramite i social network ricevono ogni giorno idee fresche per nuovi prodotti, suggerite a costo zero dai propri clienti, ovvero dal mercato stesso.

Fonte: Alberto Armanini  su Brescia Oggi del 26.10.2010  www.bresciaoggi.it

Info Consulenza e Servizi Web 2.0: info@comunicartegroup.net

Read more at www.webmediacenter.net
 

Android Market Surpasses 100,000 Apps

Google Expands Paid Android Apps to 20 More Countries. Claudio Varricchio. www.webmediacenter.net

Amplifyd from mashable.com

Android Market Surpasses 100,000 Apps

Android has just rocketed past a major milestone: 100,000 applications available in the Android Marketplace.

The announcement was made with just a tweet from the Android Dev Twitter account. “One hundred thousand apps in Android Market,” was all the tweet needed to say to spread the news. The search giant recently expanded the Android Marketplace to 20+ countries in an effort to kick its developer ecosystem in high gear.

Google’s open-source mobile OS has been on a tear, but its rapid growth has come at the cost of OS fragmentation across hundreds of devices. And while Android may be flooding the market at breakneck speed, Apple’s iOS App Store is the dominant mobile store by leaps and bounds. There are more than 280,000 iOS apps available, nearly triple the offerings on Android.

Do you think Android can catch up to iOS, or does Google have a lot more to do before it can challenge Apple’s supremacy in the mobile application space? Let us know our thoughts in the comments.

Android Market Surpasses 100,000 Apps
See more at mashable.com
 

You Tube e SEO

Scegliere la nicchia giusta per le Keywords è fondamentale per poter ottenere un buon posizionamento. Vediamo di individuare almeno 7 punti essenziali, al fine di migliorare il SEO dei nostri video.

Amplifyd from www.webmediacenter.net

YouTube è il secondo "motore di ricerca" al mondo per volume di traffico.

Youtube e SEO : un binomio che non a tutti viene in mente oppure a cui non viene data la giusta importanza. YouTube è il secondo "motore di ricerca" al mondo per volume di traffico. Essendo Youtube un motore di ricerca a tutti gli effetti come Google, occorre, per prima cosa, pensare a quale chiave di ricerca voler ottimizzare per esser competitivi.

Scegliere la nicchia giusta per le Keywords è fondamentale per poter ottenere un buon posizionamento.

Vediamo di individuare almeno 7 punti essenziali, al fine di migliorare il SEO dei nostri video:

1. Le keyword selezionate devono essere contenute nel titolo, nella descrizione e nei tag del video;

2. Il nostro canale Youtube deve essere pubblicizzato e linkato in siti esterni, cerchiamo dunque di creare materiale di qualità interessate e piacevole;

3. Il canale Youtube deve contenere link al proprio sito/blog, così da indirizzare i nuovi visitatori ed ottenere backlink in ingresso;

4. Condividere il video viralmente, con tutti gli utenti Youtube;

5. Cercare di ottenere più voti possibili;

6. Se possibile, selezionare una categoria meno popolata, quindi meno competitiva;

7. Scegliere al meglio l’immagine della miniatura.

Per maggiori informazioni su produzione e post produzione video su YouTube, SEO e YouTube, Marketing Virale: Claudio Varricchio www.webmediacenter.net

Read more at www.webmediacenter.net
 

Come si crea il buzz? in cerca degli influencer



Per info: Claudio Varricchio www.webmediacenter.net

Le aziende si rivolgono agli esperti per cercare gli influencer, individui considerati esperti in determinate materie, a volte sono definiti leader d’opinione e hanno un certo ascendente sugli altri consumatori. In un mercato sempre più vasto, il bisogno di conoscenze tecniche da parte del consumatore cresce, per questo cerchiamo i consigli di chi ne sa di più. Gli influencer sono individui che hanno costruito la propria Online reputation sulle competenze accumulate e sulla propria libertà d’opinione. Ed è proprio dalla supposta libertà d’opinione che iniziano i dibattiti.

In che modo le aziende sono solite cercare gli influencer? Alcune iniziano col contare quanti followers Twitter, amici su Facebook e contatti LinkedIn riescono a raggiungere, per poi determinare quali di quei contatti hanno maggiore potere di influenza sui canali web. Gli utenti che generano un numero più alto di impression vengono solitamente considerati più importanti. Ma i numeri sono spesso fonte d’inganno.

Per avere il favore degli influencer certe aziende ricorrono alle Sponsored conversation: offrono un gadget o un pagamento modesto per avere delle conversazioni online semispontanee sui blog, un’evoluzione dell’ufficio stampa. Quando queste operazioni vengono fatte alla luce del sole e secondo le regole di trasparenza e rispetto dell’audience gli influencer esplicitano la propria identità e rivelano la dinamica dell’operazione pubblicitaria a cui stanno partecipando. Ma è proprio questo l’elemento che rischia di intaccare la credibilità della comunicazione. Ci troviamo di fronte a un paradosso: per avere delle conversazioni “spontanee” si regalano gadget, ma questo obbliga chi riceve il regalo ad esplicitare la sua posizione che il più delle volte sarà condizionata come forse anche la propria opinione. Certo non tutti reagiranno allo stesso modo e ci sarà chi accetta il regalino per ammettere che quel prodotto è da evitare. Ma in genere, chi riceve un benefit tende a trattare il brand con un certo riguardo, anche solo per un’innata forma di riconoscenza. Noi di WOMMI siamo a favore delle Sponsored conversation per il semplice fatto che questa pratica, in espansione, va regolamentata, ma non è detto che per un’azienda sia sempre la scelta migliore.

Invece di cercare i personaggi più influenti, un’altra prospettiva è quella di individuare i propri advocates (sostenitori) e fornire loro le condizioni, le situazioni e gli incentivi giusti perché attivino un passaparola positivo. Questa è una tipica tecnica di WOMM.

Secondo BazaarVoice per un brand trovare gli utenti più bravi non è molto difficile: se ad esempio costruiamo un sistema di votazione per evidenziare i commenti più interessanti, scopriremo automaticamente gli autori dei commenti migliori. In più questo tipo di riconoscimento pubblico, secondo quella che è la stessa logica dei digital badge, spingerà gli altri utenti a impegnarsi di più.

Fonte: bazaarvoice.com/blog
See Claudio Varricchio's profile

Claudio Varricchio is following

Where to find me...